Abruzzo: i 5 luoghi più “instagrammabili” immersi nella natura

Avete mai sentito parlare di “Instagrammabilità”?

Può suonare strano, ma di fatto è un criterio divenuto ormai molto importante per quanto riguarda la scelta relativa ai viaggi e i luoghi da visitare.

È quanto affiorato da un’indagine recente, effettuata da varie compagnie su un campione di migliaia persone.

E non c’è da stupirsi che sia così, infatti sappiamo tutti che il turismo e i social networks hanno stretto un legame molto forte che sembra rafforzarsi sempre più.

Un requisito che in brevissimo tempo è diventato fondamentale e che può far certamente discutere poiché presenta varie sfaccettature, e a seconda del punto di vista può risultare un criterio superficiale o, al contrario, un modo rapido ed economico per valutare e stabilire quali possano essere le mete da visitare in base ai propri gusti.

Certo è che scegliere la destinazione delle proprie vacanze pensando a quanto potrebbero essere belle le foto oppure per semplice moda del momento, può far storcere il naso ai più.

E infatti lo spirito giusto con cui va affrontato questo concetto non è, ovviamente, fare il pieno di “cuoricini”.

Se si guarda al termine “instagrammabile” dalla giusta prospettiva, si intuisce facilmente che il vero significato stia ad indicare “degno di essere condiviso”.

Nel caso di un luogo, questo significato diventa estremamente importante, proprio perché l’instagrammabilità, e dunque la condivisione tramite social, può avere un enorme impatto per quanto riguarda la scoperta di un luogo ancora poco noto, perché è proprio nelle mete meno scontate che si può nascondere la più grande bellezza.

Tutto ciò, a vantaggio del luogo stesso ma soprattutto del viaggiatore.

In questo articolo, vi propongo le 5 mete immerse nella natura tra le più “degne di essere condivise”.

 

Lago Pietranzoni, Campo Imperatore (Aq)

Decisamente un grande classico. Chi non ha mai visitato il piccolo Lago Pietranzoni, nella Piana di Campo Imperatore, è perché probabilmente non ne ha mai sentito parlare. È impossibile infatti resistere a questo specchio d’acqua (letteralmente!) all’interno del quale si riflettono le montagne circostanti. Ma il protagonista tra le cime rimane sempre lui, il Corno Grande, indiscutibilmente il più fotogenico!

 

Bivacco Cesare Mario Pelino, Monte Amaro, Majella

Questo piccolo bivacco, a pochi metri di distanza dalla croce di vetta del Monte Amaro, domina l’intera montagna della Majella, con i suoi innumerevoli pannelli metallici triangolari, al cui interno si trovano 10 posti letto. Una inconfondibile struttura dal colore rosso acceso unica nel suo genere, che contribuisce a rendere la cima di questa montagna ancora più magica.

 

Ostello “Lo Zio”, Campo Imperatore (Aq)

Posizionato a 2115 metri sul livello del mare, è l’ostello più alto d’Europa. Una struttura completa di camere, locanda e bar, dove rifocillarsi prima o dopo le escursioni sulle cime circostanti. L’ostello si trova oggi al posto dell’arrivo della vecchia funivia, che nel 1988 fu completamente dismessa ed è stata trasformata in un piccolo museo.

 

Gole di Celano, Celano (Aq)

Con il mio amico Andrea Lucente, ve ne abbiamo già parlato in un articolo qualche tempo fa.

Uno dei canyon più imponenti d’Italia, la cui genesi è dovuta al corso d’acqua Rio la Foce, che ne ha inciso e plasmato i calcari, dando vita a questa strettissima gola con pareti rocciose a strapiombo. Dopo una lunga chiusura durata svariati anni, dall’8 Agosto 2020 le Gole di Celano sono ufficialmente riaperte al pubblico.

Tumulo piramidale di Edoardo Martinori, Gran Sasso (Aq)

Edoardo Martinori è stato un numismatico, viaggiatore ed alpinista italiano.

Pur essendo un ingegnere di professione, fra i suoi mille interessi vi era anche la montagna. Una passione talmente grande da spingerlo a fondare, nel 1873, la sezione CAI di Roma. Poco prima di morire, nel 1935, chiese ed ottenne il permesso di essere seppellito in uno dei luoghi che più aveva amato in vita sua: le montagne del Gran Sasso. Ed è proprio qui che si trova il suo tumulo piramidale, a poche decine di metri dal Rifugio Garibaldi. Una piramide tra i monti, un posto suggestivo come pochi altri, e che poche persone conoscono.

 

 

Va precisato che questa top-5 è il risultato dei riscontri e degli apprezzamenti ricevuti tramite social in seguito alla pubblicazione di numerosi scatti, ma in Abruzzo le meraviglie immerse nella natura non finiscono di certo qui.

E non possono di certo non essere citate almeno, e sottolineo ALMENO, altre 3 meraviglie che meritano sempre e comunque di essere citate, veri e propri capolavori della natura, dipinti dalle pennellate del più bravo tra i pittori.

 

Gole di Fara San Martino, Fara San Martino (Chieti)

Un altro fantastico canyon inciso nella roccia, questa volta nella montagna della Majella.

All’interno delle gole è anche possibile visitare i resti del monastero di San Martino a Valle ed eventualmente proseguire il cammino lungo un sentiero che raggiunge la cima della Majella.

I giochi di luce, particolarmente nelle primissime ore del mattino, rendono l’atmosfera davvero magica.

 

Fiume Tirino (Capestrano, Aq)

Sono sicuro che ne abbiate sentito parlare almeno una volta delle acque del fiume più cristallino che ci sia: il Fiume Tirino, che attraversa i territori di Capestrano (Aq) e Bussi sul Tirino (Pe). Questa foto in particolare, è scattata nel tratto di Capestrano, secondo me il più bello, da percorrere insieme agli amici de IL BOSSO

 

Lago Sinizzo, San Demetrio Ne’ Vestini (Aq)

Uno dei luoghi più ricercati dagli amanti della natura e della fotografia, è il Lago Sinizzo, a San Demetrio Ne’ Vestini (Aq). Anche nelle acque di questo lago, i giochi di luce e di riflessi sulle acque danno vita ad un vero spettacolo per gli occhi, incredibilmente perfetto e geometrico. Chi ha già fatto visita a questo piccolo laghetto, certamente non avrà resistito ad uno scatto-ricordo sul piccolo pontile in legno, il punto migliore da cui godersi lo spettacolo del panorama.

 

Come già anticipato, le bellezze in Abruzzo non finiscono qui.

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