Aielli-Celano: a spasso tra arte e natura

 

Questo racconto vuole fornire lo spunto e l’occasione per visitare e ammirare due gioielli marsicani, il borgo di Aielli e le Gole di Celano. Il primo, negli ultimi anni, è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di arte urbana, che potranno godere di tutta una serie di murales perlopiù legati al rapporto tra l’Uomo e l’Universo. Le Gole, invece, sono meta imperdibile per gli escursionisti e gli amanti della natura, che potranno addentrarsi tra le pareti rocciose dei Monti Sirente e Tino e risalire il greto del torrente Rio La Foce.

Cosa accomuna questi due luoghi? Innanzitutto la vicinanza e la possibilità di visitarli entrambi in un solo giorno oppure, ancor meglio, in un weekend. In secondo luogo la loro propensione a stimolare, nell’animo umano, la riflessione sul delicato equilibrio tra le attività naturali e quelle antropiche. Infine, ma non di certo meno importante, l’occasione per trascorrere insieme qualche ora in famiglia, anche con bambini e ragazzi al seguito: di sicuro proveranno emozioni forti alla vista dei maestosi e meravigliosi murales di Aielli e saranno fieri di trasformarsi in provetti escursionisti, testimoni viventi dei millenari fenomeni erosivi che scopriranno attraversando le Gole di Celano.

AIELLI

La nostra visita inizia di buon’ora, pochi chilometri dopo esserci lasciati alle spalle il casello dell’Autostrada A25 Aielli-Celano. Optiamo di raggiungere prima Aielli, per godere al massimo delle luci del mattino e visitare in tutta tranquillità i suoi murales. Seguendo le indicazioni stradali per il borgo imbocchiamo Via Morrone e… Ecco pararsi dinanzi ai nostri occhi, quasi ad accoglierci, l’incredibile murale di Ericailcane (https://www.ericailcane.org/) e Bastardilla (http://www.bastardilla.org/). L’opera, che si erge su una facciata di un dismesso capannone industriale, ritrae una figura umana che cinge a sé un pipistrello; il quale, a sua volta, veglia su un altro piccolo mammifero, ammantandolo della sua ala. Ad illuminare la scena provvedono un cielo stellato e piccole incantevoli creature della notte, le lucciole.

Proseguiamo oltre e, dopo aver attraversato Aielli Stazione, arriviamo in cima ad Aielli Alto, a oltre mille metri di altitudine. Parcheggiamo nei pressi della Torre delle Stelle, costruzione di origine medievale che ospita un osservatorio astronomico, un planetario, una biblioteca e, dal 2019, il Museo della Luna e dello Spazio. Dalla Torre, oltre che la volta celeste, è possibile ammirare la catena montuosa del Sirente e, con una prospettiva a volo d’uccello, l’intera Piana del Fucino. Indagando il legame tra Aielli e le stelle, scopriamo che il cittadino più illustre del borgo fu proprio un astronomo: parliamo di Filippo Angelitti, cui è dedicato un monumento nell’omonima piazza. In questo contesto, per rivitalizzare e valorizzare il patrimonio urbanistico, paesaggistico e identitario del territorio, è nato Borgo Universo.

BORGO UNIVERSO

Si tratta di un festival che attraverso la street art e l’astronomia promuove un turismo lento. Lasciatevi sorprendere, allora, dall’unicità e dal fascino del luogo; magari fermatevi a scambiare qualche parola con gli abitanti del borgo: vedrete che sapranno raccontarvi qualche aneddoto su quell’opera di cui vorreste sapere di più; ma, soprattutto, l’invito è quello di abbandonare, almeno per qualche ora, i ritmi frenetici delle città. E’ proprio per questo motivo che non vi racconteremo di tutti i murales di Aielli. Dovrete venire a scoprirli voi stessi, passeggiando tra i vicoli e le strade del paese, salendo e scendendo qualche rampa di scale; lasciandovi guidare solamente dalla vostra curiosità e, soprattutto, da quella dei vostri piccoli accompagnatori!

Potreste iniziare la vostra caccia ai murales partendo proprio dalla Torre delle Stelle. Nelle sue immediate vicinanze, infatti, vi accoglieranno due opere dal notevole impatto visivo.

Iniziamo approcciandoci a DeSidero, dell’artista Gio Pistone (https://www.giopistone.it/). Siete stati travolti da un’esplosione di colori? Bene, osservate questo murale con più attenzione ora, perché vi condurrà alla scoperta delle maggiori costellazioni dell’emisfero australe. Spostando lo sguardo da sinistra a destra, infatti, potrete riconoscere diversi gruppi di stelle: Balena, Pesce Australe, Eridano, Orione, Lepre, Cane Maggiore, Cane Minore, Nave Argo (sì, proprio quella di Giasone e dei suoi Argonauti!), Centauro, Corona Australe, Idra, Uccello del Paradiso e Altare.

Sapevate che “desiderare” significa, etimologicamente parlando, “avvertire la mancanza delle stelle”? Nell’accezione corrente questo verbo, per estensione, viene utilizzato per identificare qualcosa che soddisfi un nostro bisogno. Possiamo allora affermare che lo studio delle stelle è una pratica che l’uomo conduce dall’alba dei tempi? Che la sete di conoscenza dei primi astronomi, circa i corpi celesti che potevano osservare, era certamente un forte desiderio? Ecco, l’opera di Gio Pistone ci viene in soccorso e ci aiuta a saperne qualcosa in più, donando forma e sostanza a quei puntini luminosi nel cielo, altrimenti difficilmente decifrabili.

Proseguiamo il nostro viaggio, semplicemente spostandoci sul retro dell’edificio che ospita il murale di cui abbiamo finora parlato: ecco presentarsi dinanzi ai nostri occhi una moltitudine di piccoli caratteri, dipinti a mano. Di cosa si tratterà mai? Della riproduzione integrale di un celebre romanzo di Ignazio Silone, Fontamara! Il tributo allo scrittore, nativo della vicina Pescina, è stato realizzato da Alleg (http://www.alleg.org/), con la collaborazione di altri due artisti, EmaJons (http://emajons.blogspot.com/) e Sbrama (https://sbrama.tumblr.com/). Sappiate che le figure di Silone e di Elvira, protagonista di questo romanzo ambientato in un immaginario villaggio marsicano, sono il tema di altri due splendidi murales, ubicati nel comune di Pescina; ne parleremo però, più approfonditamente, in una prossima occasione.

Proviamo poi a misurare il tempo attraverso l’attiguo orologio solare e iniziamo a scendere verso il centro storico del Paese.

Dopo aver ammirato il murale di Luca Zamoc (http://www.lucazamoc.com/), inerente il mito di Fetonte, dirigiamoci verso le pareti di un’abitazione posta in fondo a una stradina, sulla nostra sinistra: troveremo qui ad accoglierci i colori e la simbologia di Riccardo Matlakas (https://www.matlakas.co.uk/), in una rappresentazione dello Spazio attraverso le icone che lo identificano nell’immaginario dell’essere umano. L’artista, inoltre, ci invita a riflettere sul surriscaldamento climatico che affligge il nostro pianeta, dipingendo un gelato che si sta sciogliendo sul globo terrestre. Ma non sul borgo di Aielli!

Imbocchiamo ora via Roma camminando verso piazza Regina Margherita. A un certo punto, sulla nostra destra, incontreremo un arco. Percorriamolo e immergiamoci nel Surrealismo Pop di Okuda San Miguel (http://okudasanmiguel.com/). Lo street artist spagnolo, di fama internazionale, ha adoperato più di 75 colori per dare vita ai suoi caratteristici motivi geometrici.

L’opera prosegue anche sulle facciate delle abitazioni di via Concezione, regalandoci sorpresa e stupore.

Vi salutiamo qui, per il momento, lasciandovi tutto il tempo per emozionarvi e scattare qualche fotografia. Vi attendono tanti altri murales da scoprire, nuovi vicoli da esplorare, stelle e pianeti da scovare.

Sappiate che per tutta l’estate del 2020, ogni sabato e domenica, sarà possibile prenotare un tour guidato ai murales di Aielli e una visita alla Torre delle Stelle. Inoltre, dal 15 Luglio al 2 Agosto, 4 nuove opere vedranno la luce tra le strade del borgo. Per tutte le informazioni a riguardo vi invitiamo a visitare il sito web di Borgo Universo.

Ma Aielli non è il solo luogo dove ammirare queste incredibili opere piene di colori. Infatti, questo piccolo borgo è circondato da posti incontaminati e dalla natura più pura.

E quando arte e natura si incontrano, non può che nascere un’opera ancora più unica, un incredibile intreccio tra verde, montagne, sole, nuvole e la creatività più sfrenata.

GOLE DI CELANO

A soli 10 minuti di auto da Aielli, è possibile far visita alle Gole di Celano, da sempre ritenute fra le più belle d’Italia, racchiuse in un canyon calcareo incastonato fra le pareti verticali del Monte Sirente e del Monte Tino.

A modo loro, anche le Gole di Celano sono una grandiosa opera d’arte. Il risultato di un imponente fenomeno erosivo avvenuto nel corso di migliaia di anni, una profonda valle la cui genesi è da attribuire al corso d’acqua Rio la Foce, che col millenario incedere erosivo ha modellato, inciso e scolpito i calcari compatti dei massicci, dando origine a questa stretta valle con pareti a strapiombo, e che oggi abbiamo la fortuna di attraversare.

Insomma, arte e natura: un’alleanza imprescindibile che, in questo caso, calza decisamente “a pennello”, è proprio il caso di dire.

Non a caso i più grandi e celebri capolavori d’arte raffigurano le bellezze della natura, da sempre fonte essenziale di ispirazione per tutti gli artisti.

Per raggiungere questa recondita meraviglia, dall’uscita del casello autostradale Aielli-Celano si prosegue verso il centro di Celano e, dopo aver incontrato un cartello che indica le Gole, si prosegue lungo una strada sterrata che conduce a un piazzale in località “Foci”. È qui che si lascia la macchina e si trovano le bacheche informative dell’area.

Un angolo di paradiso nascosto nel cuore delle montagne, la meta perfetta non solo per gli appassionati di trekking ed escursioni, ma anche per chi ha in mente di godersi una tranquilla passeggiata nel verde, magari in famiglia.

Il sentiero, sempre ben tracciato con la tipica segnaletica bianca e rossa (CAI), piuttosto facile e adatto a chiunque, attraversa inizialmente i fitti boschi, sotto le fresche e fitte fronde degli alberi; si prosegue per il canyon, dove le pareti diventano sempre più alte e strette, fino a raggiungere la “cascata degli innamorati”, un piccolo salto d’acqua di pochi metri.

Il percorso che attraversa le Gole è altamente consigliato durante il periodo estivo, poiché le rocce saranno di certo asciutte, e si eviterà che il corso d’acqua possa crescere, come accade in genere durante le stagioni più fredde. Il consiglio, come per ogni sentiero nella natura, è quello di indossare abbigliamento e calzature idonee, oltre ad assicurarsi di avere abbastanza acqua nello zaino, soprattutto se partecipano anche dei bambini. Inoltre, essendo il percorso all’interno delle Gole, consigliamo vivamente di indossare sempre il caschetto protettivo.

Come riportato anche sul sito web ufficiale del comune di Celano, al quale potete accedere dal seguente link (https://turismo.comune.celano.aq.it/contenuti/165224/gole-celano):

Dal 2010 è in vigore un’ordinanza di chiusura che vieta la percorrenza di alcuni tratti del sentiero. In loco si possono leggere gli appositi cartelli informativi. Raccomandiamo di rispettare al meglio le indicazioni.”

Fate dunque attenzione a consultare le bacheche turistico-interattive poste all’ingresso delle gole, in modo da assicurarvi quali siano i tratti percorribili e quali no.

Oltre alle Gole di Celano, non mancano le alternative per il trekking, anche più impegnative.

Questa zona dell’Abruzzo ricade nell’area del Parco Sirente-Velino, istituito nel 1989: un meraviglioso settore che prende il nome dalle alte cime del Monte Velino (2468 m) e del Monte Sirente (2348 m) e che si estende su un’area di circa 60 mila ettari. Un’area ricchissima anche dal punto di vista faunistico, all’interno della quale vivono liberamente lupi, orsi, aquile reali e numerose specie importantissime.

E non mancano di certo montagne e vette da raggiungere, percorrendo sentieri più o meno difficili, a seconda della preparazione fisica e della voglia di avventura.

Monte Velino (2486 m), Monte Cafornia (2424 m), Monte Sirente (2348 m), Monte Magnola (2220 m), Monte Ocre (2204 m), Monti della Duchessa (2184 m) e molti altri sono pronti ad accogliere gli appassionati delle esperienze outdoor, nella più incontaminata natura, all’interno della regione tra le più verdi del nostro Paese.

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