La Cascata di San Giovanni (camminando sulle nuvole)

Si pensa spesso che la montagna durante il periodo invernale sia accessibile quasi esclusivamente a chi ama sciare in pista, o a chi pratica sci di fondo o snowboard. Si insomma, la si immagina (erroneamente) inaccessibile a chi invece ama viverla in modo più tranquillo, o a chi non è amante dello sci. Tipo me.

Lo sci (e sport affini) non mi ha mai attirato molto. Un problema notevole, vista la mia passione viscerale verso la montagna.

E quindi?

E quindi per fortuna un bel giorno, qualcuno ebbe la geniale idea di inventare le ciaspole, generalmente più conosciute come racchette da neve. Parliamo di moltissimo tempo fa, quando nell’antichità le popolazioni, in particolare quelle che vivevano in luoghi particolarmente freddi e nevosi, avevano necessariamente bisogno di un mezzo per muoversi sulla neve, che permettesse loro di non sprofondare ad ogni passo. Un tempo costruite con legno e corde di cuoio, le moderne ciaspole sono fatte di plastica o di alluminio e sono facilissime da indossare direttamente sulle scarpe, permettendo di muoversi anche sulla neve molto alta con estrema facilità e senza sprofondare.

In Abruzzo, è possibile raggiungere una serie innumerevole di luoghi incredibili utilizzando questo sistema, che tralaltro non richiede delle “piste” apposite come per gli sci, ma ci si muove liberamente più o meno dove si vuole, sempre con tutte le dovute attenzioni.

E se esiste qualcosa di veramente attraente in inverno, sono i corsi d’acqua ghiacciati, le cascate in particolar modo. Ecco perché uno dei posti che preferisco visitare con le ciaspole quando c’è la neve è la Cascata di San Giovanni, nei pressi di Bocca di Valle, a pochi chilometri da Guardiagrele (CH).

Si tratta di un itinerario abbastanza facile, che ha inizio partendo proprio da Bocca di Valle, esattamente dove c’è il ponte che passa sulla valle fluviale incisa dal fiume Vesola, e dove è ubicato anche il Sacrario di Bocca di Valle. Insomma, non ci si può sbagliare, è da qui che si parte per il sentiero F2, quello che conduce alla cascata.

Il percorso, in genere ben segnalato anche con la neve, è abbastanza agevole e si sviluppa su circa 450 metri di dislivello; il cammino prosegue quasi per intero sotto delle faggete che diventano a tratti estremamente fitte, senza mai ostacolare il passaggio.

Al contrario delle stagioni più calde, tutto è avvolto da un immenso e bianchissimo manto di neve, trasformando completamente il paesaggio e rendendolo degno di una vera fiaba. Quel paesaggio capace di subire una completa metamorfosi anche nel giro di poche ore, purchè la nevicata sia sufficientemente abbondante. I sentieri, i corsi d’acqua, le fitte faggete e ogni angolo del sottobosco si nascondono sotto la coltre bianca, vestendosi di un fascino gelido e surreale.

Spesso si dice che quando ci si trova in un posto innevato, i rumori svaniscano o che vengano attenuati. E non è solo una questione di suggestione, ma c’è una spiegazione scientifica dietro a questo fenomeno; in sostanza, l’aria che rimane intrappolata nell’accumulo degli infiniti fiocchi di neve crea degli spazi vuoti che assorbono rumori e vibrazioni, o per lo meno rendendoli meno percepibili. Ed è esattamente la sensazione che si prova durante il tragitto verso la Cascata di San Giovanni, non si sente alcun rumore se non quello delle ciaspole che affondano dolcemente nella neve.

Dopo circa un paio d’ore di cammino sulle ciaspole, immersi in questo paesaggio surreale ed ovattato, si raggiunge finalmente la Cascata di San Giovanni, il punto preciso in cui le acque del fiume Vesola si gettano per un salto di più di 30 metri, proseguendo inesorabilmente il loro corso lungo la valle.

Se la cascata è già di per se meravigliosa durante la bella stagione, con l’arrivo del freddo lo è ancora di più.

Parte dell’acqua, prima ancora di raggiungere il fondo della cascata, congela lungo le pareti rocciose, creando delle meravigliose concrezioni di ghiaccio che incorniciano la cascata di un bianco accecante.

Bisogna avere anche un pizzico di fortuna per riuscire a vedere questo spettacolo al massimo del suo splendore, perchè purtroppo il ghiaccio che incornicia la cascata può durare davvero un batter d’occhio, basta una minima variazione della colonnina di mercurio per farlo sciogliere rapidamente.

E seppur lo spettacolo della cascata ghiacciata non si faccia ammirare nel massimo del suo splendore, è comunque una esperienza assoultamente consigliata.

Affondare le ciaspole sul tappeto di neve offre la sensazione di camminare sulle nuvole, con il vento freddo che soffia sul viso, in un paesaggio all’apparenza monotono, ma che in realtà fa provare passo dopo passo una grande emozione, mista all’incertezza di sapere cosa ti aspetta qualche passo piu in là. Una di quelle esperienze che prediligo durante l’inverno, e che riscopro negli immensi spazi naturali che di norma vengono tagliati fuori dai principali luoghi da visitare nei mesi più freddi, lontano dalla folla e dalle masse; ed è forse questo il segreto che rende ancora più unica la ciaspolata, che permette di essere abbracciati dal silenzio e dalla natura, in uno scenario tanto spettacolare quanto effimero.

Se vi va, potete seguirmi anche sul mio profilo Instagram, e nel frattempo buona ciaspolata a tutti 😊

 

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