Le meraviglie di Luxor

Il museo a cielo aperto più bello e ricco del mondo, una meta imperdibile dai turisti che decidono di visitare l’Egitto.

 

Chi mi conosce, conosce molto bene anche la mia passione spropositata per il mondo dell’antico Egitto, un mix di cultura, arte e storia tra i più intriganti di tutti i tempi. Se poi consideriamo che tutta quella meraviglia si trova in un luogo tra i più belli al mondo, l’Egitto, allora non può non venir voglia di prendere lo zaino e partire.

Dopo aver visitato le piramidi al Cairo, mi ero ripromesso di fare un salto quanto prima a Luxor, la meta che conserva ad oggi le tombe e i luoghi più spettacolari dell’antico Egitto, alcuni dei quali sono rimasti praticamente immutati nel corso dei millenni.

E così ho fatto. Biglietto aereo e zaino in spalla, verso la città delle meraviglie.

Meravigliosa anche per un altro aspetto non da poco: i costi. Luxor infatti è accessibile a tutte le tasche, ed è possibile alloggiare presso numerosissime strutture a prezzi bassissimi. Io ho pernottato per una settimana sulla riva ovest del fiume Nilo, presso El Gezira Garden Hotel, una struttura immersa nel verde, fra palme altissime e fiori di ogni genere, piscina, cibo ottimo e ottima accoglienza.

 

 

Anche la posizione è ottima, all’interno del villaggio El Gezira, letteralmente a due passi dal Nilo e a pochissimi minuti di automobile dalla Valle dei Re, delle Regine, e di tutte le principali aree storiche.

El Gezira vuol dire “l’Isola”, mi spiegava il ragazzo che lavorava nel negozietto di spezie proprio accanto al mio hotel. Perchè in passato, durante le esondazioni del Nilo, il villaggio era uno dei pochi a non essere inondato dalle acque del fiume. Un villaggio stupefacente, come lo è in effetti tutta la città di Luxor, che avevo sempre erroneamente immaginato come una città nel bel mezzo del deserto, rovente, circondata di sabbia, arida, qualche palma qua e là, e la palla di sterpaglie che rotola, proprio come nei migliori film. Sulla sabbia c’ho preso. Su tutto il resto, un pò meno. Perchè trovandosi proprio a ridosso del Nilo, Luxor ha accesso ad illimitate risorse di acqua, che non manca mai. Le strade sono ricchissime di vegetazione, piante e fiori di ogni genere, verde ovunque. Non a caso questa è la zona in cui si trovano le più grandi aree di coltivazione, in particolare di banane e canne da zucchero. I villaggi, un mix di casette e negozietti di ogni genere, sono un’esplosione di colori, dipinte a mano con le tinte più accese. Ah anche sul caldo c’ho preso. Spesso mi sono fermato sotto l’ombra delle tende dei negozi per ripararmi dal sole rovente. E puntualmente il proprietario del negozio spuntava a salutarmi, con addosso un maglione di lana, perchè “per noi non è ancora estate”, dicono, ad offrirmi una tazza di thè caldo e salutandomi con il nome di un calciatore, dopo aver scoperto le mie origini. Posso affermare con certezza che il “CIAO TOTTI” è quello che ha vinto su tutti gli altri!

E non appena si mette il naso fuori dai villaggi, potete star sicuri che vi troverete di fronte a qualche grande opera, monumenti, templi o rovine di qualche antica opera egizia.

 

  • COLOSSI DI MEMNONE

A neanche cinque minuti dal villaggio di El Gezira, tra i campi di banani e canne da zucchero, è impossibile non notare due imponenti statue alte all’incirca 18 metri, note come i colossi di Memnone, la testimonianza di un tempio di cui ormai rimane ben poco.

Durante il tramonto, una delle due statue richiamò per secoli l’attenzione a causa di un suono simile ad un fischio (attribuibile probabilmente a piccole correnti d’aria che si infilavano all’interno di alcune fratture) che i Greci attribuirono ad un segnale divino del dio Memnone.

In realtà, le due statue rappresentano il re Amenhotep III, a cui il tempio fu inizialmente dedicato, e sua moglie, la regina Tiye.

 

  • LA VALLE DEI RE

Ma la maggiore tra le attrazioni è sicuramente la famosissima Valle dei Re, la Necropoli più famosa al mondo in cui erano destinati al riposo eterno i grandi faraoni, all’interno di tombe sotterranee scavate nel calcare. Propiro per questo motivo, le tombe sono rimaste protette da ogni fattore esterno in grado di rovinarle, e conservano ad oggi ancora i colori originali dei dipinti, dei geroglifici e di tutte quelle misteriose decorazioni tipiche del periodo. Le tombe fino ad oggi scoperte nella valle sono 64, alcune delle quali in fase di scavo o restauro, e dunque inaccessibile al pubblico. Visitare tutte le tombe richiederebbe davvero giorni; la cosa migliore da fare è acquistare un biglietto all’ingresso a seconda di quante tombe si desideri visitare.

Io, su consiglio di una guida, ho acquistato il biglietto di accesso a 3 tombe a mia scelta, al modico costo di 200 sterline egiziane, pari a circa 10 euro. Se avete intenzione di scattare fotografie, bisogna pagare un biglietto a parte…in teoria. Perchè poi nella pratica non lo fa nessuno e a quanto pare chiunque scatta foto in totale libertà. Occhio però perchè ho anche visto alcuni custodi avvicinarsi a qualche turista (sfortunatissimo) e chiedere di pagare una multa per aver scattato fotografie senza essere munito del biglietto necessario. Magari evitate di entrare con macchine fotografiche che danno troppo nell’occhio ed eviterete storie.

Ma torniamo alle tombe. Come si fa a sceglierne solamente 3 su 64? Viene voglia di mangiarsi i gomiti, vi giuro, ma 64 sono davvero tante! La guida con cui ho parlato mi ha consigliato di visitare quelle a suo parere più belle e meglio conservate: Tomba 2 (Rameses III); Tomba 6 (Rameses IX); Tomba 8 (Merenptah).

Ho ancora davanti ai miei occhi quello spettacolo nascosto sotto terra, quei cunicoli sotterranei scavati nel calcare e conservati in maniera perfetta. Le pareti sono completamente ricoperte di migliaia di geroglifici e pitture inimmaginabili, dai colori ancora cosi vividi da far fatica a credere si tratti di quelli originali. Persino i soffitti sono completamente decorati, a volte con rappresentazioni divine, a volte con racconti legati alle costellazioni, al sorgere e al tramontare del sole. Molto spesso invece sono completamente dipinti di un azzurro intensissimo, da cui emergono migliaia di stelle color giallo oro, uno spettacolo da lasciare a bocca aperta.

Per quanto riguarda la tomba indiscitibilmente più famosa, la Tomba 62 (Tutankhamon), va acquistato un biglietto a parte per potervi accedere, e soprattutto bisogno avere molta pazienza perchè spesso la fila è davvero davvero lunga.

Io su consiglio della guida (ma a malincuore), ho rinunciato, poichè a quanto pare l’interno è abbastanza deludente, viste le dimensioni molto ridotte e alcune pareti completamentr spoglie. Tralaltro, dell’immenso tesoro rinvenuto all’interno, non aspettatevi di vedere neanche un cimelio, poichè è stato spostato per intero presso il museo egizio al Cairo. Se avete la possibilità, visitatelo, perchè non vedrete mai più uno spettacolo del genere, ve lo assicuro.

 

  • TEMPIO DI HATSHEPSUT

 

Appena arrivato di fronte al tempio, credevo di trovarmi davanti un edificio costruito di recente, all’interno del quale avrei potuto osservare alcune rovine. E invece no, perchè quella struttura perfetta, non è un edificio appena costruito, ma è proprio il tempio funerario di Hatshepsut, una delle regine dell’antico Egitto tra le più potenti di sempre. Senza alcun tipo di tecnologia esistente, fu eretta una struttura perfetta nella forma e nei dettagli, distribuita su tre livelli di terrazze e cortili che raggiungono i 30 metri di altezza, e collegati fra loro tramite delle rampe. Ogni roccia è perfettamente scolpita, levigata a mano, le statue sono ancora in piedi, i dipinti e i geroglifici hanno conservato i colori originali. Starei ore a raccontare le storie scolpite sulle mura di questo tempio, ma dovrei scrivere un papiro infinito (tanto per restare in tema di Egitto). E poi meglio lasciarlo fare una guida esperta, una volta che vi troverete di fronte a questo immenso spettacolo.

Un’opera che lascia davvero senza fiato, un’opera indistruttibile, tanto da farmi pensare come mai, 3500 anni dopo, io non abiti in un tempio come questo, ma in un bilocale con la caldaia che si rompe a giorni alterni.

 

  • COMPLESSO TEMPLARE DI KARNAK

Secondo me il monumento più bello in assoluto, nonchè uno dei più importanti. Si trova sulla sponda orientale del fiume, e per raggiungerlo dal mio albergo bastano 5 minuti di navigazione, a bordo di una delle innumerevoli barchette che utilizzano i turisti per spostarsi da una sponda all’altra. Il complesso è in realtà opera di vari sovrani che si sono susseguiti nel tempo, tra cui Hatshepsut, Sethi I, Thutmosi III a ancora prima Amon. E’ infatti il tempio di Amon la struttura più imponente. Per accedere al tempio si percorre il viale delle Sfingi, all’epoca l’ingresso utilizzato solamente dai sovrani e vietato a chiunque altro. L’area più bella senza alcun dubbio è la grande sala ipostila composta da ben 134 immense colonne, con capitelli a forma di loto (o papiro, secondo alcuni), via via a forma più chiusa verso l’esterno. Il tempio simboleggia la foresta primordiale da cui tutto viene creato, incluse le divinità. Poichè la maggior parte del tempo la si trascorre con la testa all’insù, sconsiglio vivamente la visita a chi, come me, soffre di dolori cervicali (scherzo ovviamente).

 

  • TEMPIO DI LUXOR

Conosciuto anche come il tempio di Amun-Ra, il re degli dei, il tempio di Luxor era in origine collegato al complesso templare di Karnak tramite una strada pavimentata, attualmente in fase di scavo. L’ingresso al tempio è preceduto da un obelisco di 25 metri (in origine erano due, ma uno fu fonato alla Francia e si trova oggi in Place de la Concorde), e due colossi granitici, che rappresentano il faraone Ramses II. Anche qui non mancano decorazioni di ogni genere, da gruppi di statue dedicate a divinità e faraoni, colonne di vari stili e strutture, tra cui quelle a forma di papiro, davvero uniche nel loro genere.

 

  • TEMPIO DI DENDERA

Se siete a Luxor, non potete perdervi una visita al tempio di Dendera, a circa un’ora e mezza di auto da Luxor. Non è vicinissimo, ma ne vale davvero la pena, e consiglio di visitarlo durante le prime ore del mattino, perchè nel pomeriggio arrivano carovane di pullman stracolmi di turisti, e i tempi di ingresso possono allungarsi parecchio. Il tempio risale al 2250 a.C. circa, ed è dedicato a diverse divinità tra cui Iside a Hator. Il tempio di Hator, il primo a cui si accede, è in assoluto quello che spezza il respiro al primo sguardo. Dea dell’amore, della gioia, della maternità e della bellezza, il volto della dea Hator è scolpito ripetutamente sui capitelli delle immense colonne del tempio, così come sulle pareti. I colori sono ben visibili ovunque, in particolare il turchese incredibilmente acceso che è rimasto praticamente intatto.

 

  • DEIR EL MEDINA

Ad un paio di chilometri dal villaggio di El Gezira, visitate assolutamente questo posto, ovvero la valle degli artigiani. E’ infatti qui che vivevano gli artigiani che costruirono e decorarono le tombe dei faraoni. Tagliatori di pietre, scultori, pittori, che ogni giorno si dirigevano a lavorare nella valle dei Re, per otto ore al giorno e per nove giorni consecutivi. Al decimo giorno, quello dedicato al riposo, si dedicavano anche alla decorazione delle proprie tombe…un pò inquetante, devo ammettere.

Alcune di queste sono accessibili e consistono di piccoli passaggi sotterranei, al cui interno è scavata una cappella decorata con disegni di ogni genere e perfettamente conservati, tanto da sembrare appena realizzati.

 

  • OLWET ABDEL QURNA

Meglio conosciuta come la Valle dei Nobili, il luogo in cui trovavano eterno riposo le persone più prestigiose, come ad esempio i consiglieri dei faraoni. Le tombe sono piccole e non è facile raggiungerle, dovendo attraversare dei cunicoli abbastanza stretti e al buio. Claustrofobia a parte, le decorazioni sono tra le più originali e variopinte di tutta Luxor, soffitti decorati con figure geometriche, fiori e grappoli d’uva, insieme a scene di vita quotidiana.

 

  • MEDINET HABU

Un altro dei magnifici complessi templari, che include i templi di Ramses III e Tuthmosis I. Questa struttura, seppur parzialmente danneggiata, è un’altra di quelle che conserva ancora i colori originali utilizzati migliaia di anni fa, i soffitti in particolare, riempiti di dipinit, così come pareti e colonne.

 

  • HOT AIR BALLOON

Come si fa a perdere l’opportunità di osservare l’intera città di Luxor a 300 metri d’altezza, a bordo di una mongolfiera? Una esperienza unica, che è possibile fare in pochissimi luoghi nel mondo.

Per poco non mi prendevano fuoco tutti i capelli ma ammirare da una mongolfiera, alle luci dell’alba, una panorama a 360° di Luxor, il Nilo, la Valle dei Re, non me lo sarei perso per nulla al mondo. All’inizio devo ammettere che le gambe tremano un pò, anche perchè, diciamolo, non è un mezzo di trasporto molto rassicurante. Ma che roba ragazzi!!!

 

  • BANANA ISLAND

Potessi tornare indietro, non credo visiterei di nuovo questa isoletta. Perchè a parte le infinite piantagioni di banani su questo lembo di terra in mezzo al Nilo, non c’è molto da vedere, e purtroppo per attirare i turisti vengono utilizzate maggiormente alcune scimmiette rinchiuse in una gabbia strettissima, e due coccodrilli in un piccolo recinto di due metri per due, dove a malapena riescono a muoversi. E dei quali, ovviamente, non posto alcuna foto.

Ma a parte Banana Island, vi consiglio davvero di fare una visita a Luxor perchè in pochi altri posti al mondo è possibile vedere così tante meraviglie tutte insieme.

Dopo aver avuto la fortuna di visitare Luxor, posso solo dire una cosa: Shukran!

In arabo vuol dire “grazie”, ed è forse la parola che ho ripetuto più spesso agli abitanti di Luxor, per avermi accolto e aiutatocome se mi conoscessero da sempre. Grazie per avermi fatto da guida, per le indicazioni, le storie raccontate bevendo thè caldo, seduti sul pavimento di un market del villaggio. Grazie per il cibo, Il riso più buono che io abbia mai mangiato, il più buono del mondo. Non ho idea di come lo preparino ma dicono sia l’acqua del Nilo a renderlo così saporito.Grazie per le quintalate di kebab (quello vero), che ho evitato di ordinare anche a colazione per non perdere l’ultimo briciolo di dignità. Grazie per la cultura, i colori delle casette e i profumi dei fiori, spezie ed oli che invadono le strade, e che anche ora, stanco morto e seduto sul divano, al mio rientro da questo viaggio, mi sembra ancora di sentire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: