Monte Aquila: l’ottava vetta del Gran Sasso d’Italia

Circondato a sud da Campo Imperatore, ad ovest da Monte Portella, a nord dal Corno Grande e ad est dal Monte Brancastello, il Monte Aquila è l’ottava vetta per altezza dell’intero massiccio del Gran Sasso.

L’arrivo alla cima è garantito grazie ad un sentiero ben tracciato, che viene spesso percorso non solo da escursionisti esperti, ma anche famiglie con bambini, che hanno voglia di trascorrere una giornata all’aria aperta, e di ammirare dall’alto un incredibile panorama che non si limita all’area, ma si spinge, nelle giornate più limpide, fino al mare Adriatico.

L’osservatorio e l’albergo di Campo Imperatore, da cui inizia il sentiero per raggiungere il Monte Aquila.

 

Dall’Albergo di Campo Imperatore, situato a 2120 m, ci si incammina in direzione dell’Osservatorio e si prosegue lungo il ben visibile sentiero a zig-zag in salita che conduce al rifugio Duca degli Abruzzi.

Il primo bivio lungo il sentiero: a sinistra si prosegue per il Rifugio, mentre a destra si costeggia il fianco del Monte Portella.

 

Dopo appena 15 minuti circa, si incontra un bivio: sulla sinistra si prosegue per il rifugio, per poi muoversi in cresta verso destra (o meglio verso N-E), mentre sulla destra il sentiero attraversa la fiancata del Monte Portella.

Entrambi i sentieri permettono di raggiungere la vetta del Monte Aquila.

Queste due alternative, seppur differenti e accompagnate da visuali diverse ma sempre magnifiche, conducono in breve tempo, all’incirca 45 minuti, presso la cosiddetta Sella di Monte Aquila (2335 m).

I cartelli di segnaletica sulla Sella di Monte Aquila, con l’imponente Pizzo Intermesoli sullo sfondo.

 

I cartelli in questo punto sono ben chiari e visibili, dunque non ci si può sbagliare. Si prosegue ancora verso N-E e dopo circa 15 minuti di cammino ci si trova di nuovo ad un bivio, anch’esso accompagnato da cartelli e segnaletica inequivocabili.

Sulla sinistra il sentiero prosegue verso il Rifugio Garibaldi e il Corno Grande. Noi invece proseguiamo il cammino rimanendo sulla destra, su un tracciato sempre chiaro e in salita, attraversando i morbidi versanti erbosi, accompagnati sempre dalla splendida visuale panoramica sulla piana di Campo Imperatore e Monte Portella proprio di fronte a noi.

Il Monte Portella in panoramica, in tutta la sua bellezza

 

Il prato in salita diventa sempre meno ripido, fino a condurci in breve tempo sulla cresta della montagna, lungo la quale si prosegue la camminata che, in 15 minuti circa, ci conduce finalmente alla vetta del Monte Aquila, sulla quale si erge l’inconfondibile croce di vetta rossa, accanto alla quale è impossibile non scattare una foto ricordo.

La bellissima ed inconfondibile croce di vetta del Monte Aquila, e sullo sfondo il Corno Grande.

 

E’ proprio dalla cima di Monte Aquila che si può assistere ad una delle più belle prospettive del Corno Grande, che apparirà piuttosto vicino e dunque imponente, con i suoi incredibili pendii rocciosi da lasciare chiunque a bocca aperta.

La salita sul Monte Aquila è una delle più battute dagli escursionisti durante ogni stagione, anche in pieno inverno (ovviamente con i ramponi e con tutte le dovute attrezzature e precauzioni).

Il momento migliore per raggiungere la cima e sicuramente la tarda primavera / piena estate, quando non c’è più alcuna traccia di neve o ghiaccio sul sentiero.

E proprio in questo periodo, il panorama già incantevole dal paesaggio circostante e dal verde rigoglioso, diventa ancora più incredibile grazie alla flora erbacea del Gran Sasso.

Molte delle specie che è possibile incontrare nell’intera area sono antiche testimonianze della flora diffusa durante l’era glaciale; per tale motivo queste popolazioni vengono oggi definite “relitti glaciali”.

Per citarne solo alcune, l’Anemone narciso (Anemone narcissiflora), pianta estremamente area in molte aree di montagna. Lungo il sentiero per Monte Aquila invece, si ha la fortuna di poter assistere ad una vera e propria esplosione di questi fiori, che abbondano lungo i versanti e sui prati erbosi, creando dei veri e propri tappeti.

Anemone Narciso (Anemone narcissiflora)

 

Non possiamo non citare la stella alpina, o meglio, Stella Alpina appenninica (Leontopodium nivale), di dimensioni inferiori rispetto alla parente che vive sulle Alpi.

Anche la Stella Alpina appenninica è un relitto glaciale, ed è ancora oggi possibile rinvenirla su diverse cime calcaree dell’Appennino, tra i mesi di luglio e agosto, tra cui Monte Aquila.

Stella Alpina appenninica (Leontopodium nivale)

 

Altro pianta ancor più appariscente è l’Astro alpino (Aster alpinus), dai bellissimi fiori a forma di margherita e colorati di un viola acceso.

Aster alpinus in natura è una specie protetta, quindi nonostante la tentazione sia forte, non va assolutamente raccolto.

Astro alpino (Aster alpinus)

 

Ricordiamo inoltre di mantenere il cammino sempre sul sentiero, e di evitare i “fuori pista”, proprio per non calpestare o danneggiare queste popolazioni della flora, tutte specie delicatissime e che hanno bisogno di mantenere il loro equilibrio in un ecosistema ancor più delicato.

Come ogni volta, ricordiamo sempre di indossare l’abbigliamento e le calzature adeguate e di avere sempre abbastanza acqua all’interno dello zaino.

Detto questo, buona camminata a tutti! 😊

***************************************************

Questo articolo potete trovarlo, insieme a tanti altri, sul portale web ufficiale del Dipartimento del Turismo della regione Abruzzo, al seguente link: CLICCA QUI

Se vi va, potete seguirmi anche sul mio profilo Instagram: _robertorinaldi_

 

#yourabruzzo

#abruzzosmartambassador

#abruzzoinfamiglia

#visitabruzzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: