Monte della Scindarella e Monte San Gregorio di Paganica: le cime invisibili del Gran Sasso

Invisibili. E non perchè non si riescano a percepire con la vista a causa delle ridotte dimensioni.

Queste due cime della Catena del Gran Sasso, Monte della Scindarella e Monte San Gregorio di Paganica, raggiungono i 2233 m e 2076 m, rispettivamente.

Invisibili, o meglio, “ignorate”. Ignorate e snobbate, ecco. Questi sono i due termini che meglio le rappresentano.

Si perchè i due rilievi hanno la sfortuna di trovarsi in una posizione alquanto sfavorevole, sul versante sud di Campo Imperatore, ovvero il lato opposto delle cime maggiormente note.

Infatti, dal parcheggio dell’osservatorio astronomico di Campo Imperatore, le vette più conosciute ed ambite sono posizionate sul lato nord: Monte Portella (2385 m), Pizzo Cefalone (2533 m), Monte Aquila (2494 m), e ovviamente il Corno Grande (2912 m).

Durante gli innumerevoli viaggi in macchina lungo la piana di Campo Imperatore, mi sono sempre interrogato su quelle creste posizionate sul lato sud, ma poi la mia attenzione tornava ad essere nuovamente rapita dall’immensa cima del Corno Grande che spiccava di fronte a me.

      Le cime del Monte della Scindarella e Monte San Gregorio di Paganica, alle spalle dell’Albergo di Campo Imperatore

 

Mi sono però sempre ripromesso di incamminarmi nella loro direzione prima o poi, ed esplorare anche quella zona, a me decisamente sconosciuta.

Ebbene, finalmente mi sono deciso a percorrere quei sentieri deserti, a cui tutti gli escursionisti rivolgono sempre le spalle. Ed ingiustamente aggiungerei, perchè non sanno davvero cosa si perdono.

Mappa del percorso che parte da Campo Imperatore, per raggiungere Monte della Scindarella e Monte San Gregorio di Paganica

 

Una volta posteggiata la macchina nel parcheggio dell’albergo, ci si muove in direzione degli impianti di risalita cui si giunge tramite la seggiovia Fontari.

Non c’è un sentiero chiaro ed evidente, ma è comunque impossibile sbagliare, vista l’assenza di alberi e la cresta del Monte della Scindarella sempre di fronte a noi.

Proseguendo il cammino lungo gli ampi prati, ci si muove lungo le piste che dalla seggiovia Fontari dirigono a sud, verso l’anticima della Scindarella.

Le piste che dalla seggiovia Fontari risalgono a sud, verso l’anticima della Scindarella

 

Da questo punto in poi è possibile iniziare ad ammirare non uno, ma ben due panorami, tanto diversi quanto spettacolari.

Sul lato sud ci si affaccia sulla immensa valle dell’Aterno, alle spalle della quale spiccano in tutto il loro splendore la Majella, il Monte Velino e il Monte Sirente.

Il panorama visibile dal lato sud del Monte della Scindarella

 

Sul lato opposto invece, quello a nord, gli occhi si perdono nella meraviglia a cui hanno la fortuna di assistere, una sconfinata veduta panoramica di tutte le cime principali della catena del Gran Sasso.

Da destra verso sinistra: Pizzo Cefalone, Monte Portella, Monte Aquila e l’imponente Corno Grande alle sue spalle, il Vado di Corno, Monte Brancastello, Monte Prena e Monte Camicia, oltre alla sconfinata piana di Campo Imperatore e le sue magnifiche doline, il cui verde acceso del manto erboso quasi riesce ad ipnotizzare, grazie ad un incredibile gioco di luci e ombre che si genera con i raggi del sole.

E ciliegina sulla torta, a fare da sfondo a tutta questa meraviglia, le acque del Mare Adriatico. Questo incredibile panorama vi accompagnerà costantemente lungo l’intero cammino.

I riflessi del sole nelle acque del Mar Adriatico, tra il Monte Aquila a sinistra, e Monte Brancastello a destra.

 

Da qui si proseguirà sempre lungo la cresta, e in soli 15 minuti circa di cammino si raggiunge l’omino in vetta al Monte della Scindarella, ben visibile e facilmente riconoscibile dalle bandierine colorate incastrate tra i massi.

La vetta del Monte della Scindarella. Sullo sfondo, le cime sul lato nord di Campo Imperatore.

 

Giusto il tempo di riposare le gambe qualche minuto, e si riparte verso la seconda vetta, quella del Monte San Gregorio di Paganica a 2076 m.

D’ora in poi la camminata continuerà lungo la cresta rocciosa, ma si svilupperà attraversando una blanda discesa, per cui la stanchezza si riduce davvero al minimo e ci si può concentrare in pieno all’immensità di ciò che ci circonda.

Lo spazio davanti ai vostri occhi è davvero immenso e si ha la sensazione di dover percorrere una lunghissima camminata. In realtà, la distanza complessiva (Albergo di Campo Imperatore – Monte della Scindarella – Monte San Gregorio, e viceversa) è di circa 10 chilometri.

Monte San Gregorio di Paganica

 

Una passeggiata accompagnata, particolarmente durante il periodo estivo, da un manto colorato e rigogliosissimo di fiori di ogni genere, tra cui, solo per citarne alcuni, il delicatissimo Heliantenum oelandicum (Eliantemo alpestre), la Gentianella columnae (Gentianella napoletana) e il Dianthus sylvestris (Garofano selvatico).

Heliantenum oelandicum (Eliantemo alpestre)
Gentianella columnae (gentianella napoletana)
Dianthus sylvestris (Garofano selvatico)

 

E non sarà soltanto la flora a farci compagnia tra le creste, ma con un pò di fortuna, anche la fauna.

Queste creste infatti sono spesso popolate da numerosi gracchi corallini (Pyrrhocorax pyrrhocorax) che volteggiano in prossimità dei pendii, ma anche camosci, che spesso e volentieri si arrampicano, con ben nota eleganza e maestria, lungo i ripidi dirupi sul versante nord del rilievo.

Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax)

 

E infine, anche qualche traccia di uno dei protagonisti indiscussi del Gran Sasso. Agile schivo, intelligente, abile calcolatore e impeccabile predatore: il Lupo appenninico.

 

Pur essendo estremamente difficile da avvistare, è sempre una grande emozione imbattersi anche soltanto sulle tracce delle sue impronte.

Il rientro lo si fa semplicemente ripercorrendo al contrario il nostro cammino, ovvero passeggiando lungo le creste in senso opposto, fino a rientrare nei pressi dell’albergo di Campo Imperatore.

Per chi vuole, è possibile anche una piccola variante, peraltro divertente e molto panoramica. Sulla via del rientro, una volta raggiunti nuovamente gli impianti sciistici sull’anticima della Scindarella, si scende il pendio, raggiungendo rapidamente, in circa 20 minuti, il rifugio Le Fontari; da qui è possibile utilizzare la seggiovia, che ci trasporterà comodamente al parcheggio dell’Albergo.

Una volta arrivati, è per me d’obbligo una sosta presso l’Ostello “Lo Zio”, tra l’altro il più alto d’Europa, a 2115 metri di quota.

Un caffè e un cornetto, comodamente seduti sui tavolini all’esterno della struttura e con la catena montuosa del Gran Sasso in bella vista, non ha prezzo.

Consigliatissimo anche un giro all’interno della struttura, poichè sorge al posto dell’arrivo della vecchia funivia, dismessa nel 1988, e che oggi è stata trasformata in un museo.

*********************************************************

Questo articolo lo trovate anche sul Portale ufficiale del Turismo della Regione Abruzzo : CLICCA QUI

Se vi va, potete segurimi anche su Instagram: _robertorinaldi_

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: