Percorsi nella natura in Abruzzo: 10 itinerari

I 10 percorsi in Abruzzo adatti a tutti dove fare trekking facilmente, con panorami mozzafiato e trascorrere una giornata all’aria aperta: ecco le scelte di R on trip.

 

Finalmente ci siamo.

Il bel tempo è arrivato, le nevi si stanno sciogliendo e si può tornare a fare un pò di sano trekking in montagna, dove fuggo e mi rifugio appena possibile. Il trekking è da sempre una delle mie attività preferite, potendo scegliere tra infiniti sentieri, pianure, cime, laghi, cascate, da percorrere e raggiungere facendo affidamento solamente sulle proprie forze. E il benessere sia fisico che mentale che se ne riceve, è davvero impareggiabile. E quale miglior luogo se non l’Abruzzo? Questa piccola regione, ancora molto sottovalutata, ma che in realtà ha davvero tanto da offrire, soprattutto per chi ama la vita all’aria aperta.

Ma quali sono i percorsi più belli da percorrere dagli amanti del trekking, più e meno esperti? Avrei voluto inserire almeno 30 itinerari in questo articolo, ma per ovvi motivi non è possibile. Dunque vi propongo la mia personale top-10 di percorsi percorribili da chiunque. Dieci luoghi (alcuni già molto conosciuti, altri molto meno) non solo per gli amanti del trekking, ma anche per chi vuole trascorrere una giornata all’aria aperta, senza necessariamente dover faticare troppo.

 

 

 – BELVEDERE BALZOLO DI PENNAPIEDIMONTE –

Uno dei sentieri sicuramente tra i più battuti dai turisti, sia da quelli esperti, sia dai meno pratici.

Il percorso si estende sul fianco orientale della Majella, ed è perennemente accompagnato da un panorama incredibile, un balcone con vista sulla Valle dell’Avello, un profondo canyon calcareo inciso dall’acqua nel corso di migliaia di anni. Dal belvedere Balzolo si diramano in realtà diversi sentieri, ma quello del Linaro è di certo il più facile e adatto a tutti.

 

– GOLE DEL SALINELLO –

Uno dei miei posti preferiti, in particolare quando in piena estate il caldo in città diventa insostenibile.

Nei pressi di Civitella del Tronto (Teramo), nascono le Gole del Salinello, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della laga. Dopo aver raggiunto la frazione di Ripe di Civitella, si parcheggia l’auto in uno spiazzo con panchine di legno, da cui è ben visibile il sentiero in discesa. Dopo circa 15 minuti di camminata si raggiunge la Grotta di Sant’Angelo, all’interno della quale è consentito l’ingresso. Proseguendo lungo il sentiero, dopo circa 10 minuti si giunge ad un bivio, e muovendosi sulla sinistra, si può raggiungere uno dei punti più belli, ovvero la cascata del Caccamo, le cui acque hanno scavato dei bellissimi meandri nella roccia, dando luogo a delle vasche che si riempiono di acque color smeraldo. Occhio quando si percorre questo tratto, è abbastanza ripido e non comodissimo. E’ bene aiutarsi aggrappandosi ad una corda che vi accompagna lungo il tragitto.

Ritornando sul sentiero principale, si prosegue invece attraverso il bosco, costeggiando sempre le acque del fiume. Si va avanti fin dove possibile, dipenderà dalla portata del fiume che è estremamente variabile, ma ad un certo punto sarà necessario guadare il fiume, immergendo completamente i piedi in acqua. Da qui in poi si prosegue risalendo il fiume, che scorre tra le altissime e verticali pareti del canyon che rendono in cammino davvero suggestivo.

 

 

– GOLE DI SAN MARTINO –

Ogni abruzzese, almeno una volta nella vita, ha visitato questo luogo.

Un bellissimo canyon calcareo dalle pareti a picco, nel Parco Nazionale della Majella, facilmente raggiungibile dal centro abitato di Fara San Martino (CH). All’interno delle gole è anche possibile visitare il monastero di San Martino a Valle, ed eventualmente proseguire il cammino lungo in sentiero che raggiunge la cima del Monte Amaro, per la quale però è richiesto un buon allenamento, nonchè svariate ore di cammino. (Al punto 10 vi parlerò proprio del Monte Amaro).

 

 

– LAGO SINIZZO – 

Uno degli specchi d’acqua tra i più conosciuti di certo, dagli aquilani. Non a caso viene anche chiamato “la spiaggia degli aquilani”, i quali si recano da sempre in questo luogo per tuffarsi durante le giornate afose estive.

Attenzione: non vi aspettate un lago dalle dimensioni spropositate, anzi. Il lago Sinizzo, ad appena un chilometro dal centro di San Demetrio ne’ Vestini (AQ) è infatti un laghetto di appena 100 metri di diametro o poco più. Raggiungerlo è facilissimo, si può infatti parcheggiare la propria auto proprio in prossimità del lago, che è attrezzato anche con grandi tavolate in legno sulle quali organizzare un pic-nic all’aria aperta.

 

 – CAMPO IMPERATORE – La fioritura dei Crochi –

Non è di certo la più conosciuta (ed è un gran peccato) ma la fioritura di Campo Imperatore è una di quelle che non si dimenticano facilmente.

La cornice in cui la piana in fiore è incastonata parla da sè, essendo sovrastata dalle cime più belle e maestose dell’area.

Pur essendo incredibilmente suggestiva in ogni periodo dell’anno, per diverse settimane, durante i mesi di Aprile e Maggio, la monotona colorazione della piana viene letteralmente inondata da un insieme di colori degni della tavolozza di un pittore. Migliaia di fiori sbocciano ovunque, con tonalità che variano dal bianco, rosa, giallo e viola.

E probabilmente quest’ultimo, il viola, è il colore dominante tra il tripudio di colori, grazie all’abbondanza dei crochi, che fanno capolino anche tra le rimanenti lingue di neve non ancora disciolte dal sole.

 

 

– GROTTA DEL CERVO –

La grotta del Cervo si trova all’interno della Riserva Naturale delle Grotte di Pietrasecca, una delle varie aree carsiche dell’Appennino Centrale, nei pressi di Carsoli (AQ). Nel corso di migliaia di anni, l’acqua ha sciolto lentamente il calcare, e tramite uno stillicidio lento ed incessabile ha generato stalattiti, stalagmiti ed altre concrezioni dalle forme inimmaginabili, all’interno della grotta lunga all’incirca 400 metri. Priva di illuminazione e passerelle artificiali, le grotte possono essere visitate se accompagnati da una guida speleologica, e si può tralaltro scegliere la durata e la difficoltà della visita. La più estrema, dalla durata di circa 6 ore, comprende l’accesso nelle acque della grotta con una muta subacquea, fornita sempre dalle guide speleologiche.

Le prenotazioni possono essere fatte direttamente sul sito web www.grottedipietrasecca.it

 

 

– MONTE BRANCASTELLO – 

 

 

Di certo una delle cime d’Abruzzo più conosciute da chi pratica trekking abitualmente e secondo me tra quelle che “spaventa” ingiustamente chi non pratica questo sport. Si tratta di un favoloso percorso in cresta, partendo dal località Vado di Corno (zona Campo Imperatore) da cui inizia il cammino verso le cima del Brancastello. A mio avviso uno dei sentieri più panoramici in assoluto di Campo Imperatore, non solo sulla vallata ma in particolare sul Corno Grande, che in realtà durante la salita è alle nostre spalle, ma che è possibile apprezzare in tutta la sua maestosità sulla via del rientro.

 

 

– VALLE DELLE CENTO CASCATE –

Lo ammetto, ho fatto fatica ad inserire questo luogo nella lista perchè ne sono estremamente geloso, è poco conosciuto e poco frequentato, e mi piace anche per questo motivo. Ma la parte più bella è facilmente intuibile dal nome: Valle delle cento cascate, chiamata anche Valle delle cento fonti. Siamo in località Cesacastina, vicino Teramo. Dalla chiesa del paese ci si sposta lungo la strada sterrata, che segnala chiaramente il sentiero per la valle. La sterrata non sempre è in buone condizioni, quindi meglio percorrerla a piedi ed evitare problemi all’auto. La strada ad un certo punto presenta un bivio, e per la valle bisogna imboccare quella a sinistra, riconoscibile da una sbarra verde che spesso blocca il passaggio alle vetture. Proseguendo si raggiunge in breve una piccola casetta, di proprietà ENEL, alle spalle della quale prosegue il nostro sentiero, che sarà sempre in salita e dopo un primo tratto nel bosco, inizierà a costeggiare il primo torrente. Da qui non bisogna fare altro che seguire il sentiero verso l’alto e dopo circa 40 minuti termina il bosco, e ci si trova nel mezzo della valle, in un prato sconfinato nel quale scorrono vari piccoli ruscelletti.

Continuando a camminare, aumentando di quota, inizierete a vedere le innumerevoli cascate che percorrono tutti i fianchi della valle, tra le quali è facile muoversi liberamente, ma fate sempre attenzione per evitare scivoloni sulle rocce che spesso sono bagnate.

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– GHIACCIAIO DEL CALDERONE –

 

 

Tra le cime del Gran Sasso è racchiuso il ghiacciaio più meridionale d’Europa, nonchè l’unico ghiacciaio perenne degli Appennini: il ghiacciaio del Calderone. Per raggiungere il ghiacciaio ci sono vari percorsi, ma quello che vi suggerisco in questo articolo è quello che utilizzo e che personalmente preferisco. Si parte da Prati di Tivo (Teramo), da cui si può prendere la seggiovia per arrivare fino alla Madonnina, cosa che consiglio soprattutto ai meno esperti, poichè risparmierete circa 600 metri di dislivello, nonchè una gran fatica. Dalla Madonnina ci si muove verso il passo delle Scalette che precede l’accesso al Vallone delle Cornacchie. Il sentiero si snoda in mezzo a grossi massi rocciosi precipitati dalle cime sovrastanti, quindi meglio muoversi con calma. Proseguendo il cammino, si raggiunge dopo circa un’ora il rifugio Franchetti, dove ci si può anche fermare per mangiare o per fare una breve sosta.

Il cammino verso il ghiacciaio prosegue verso la valle dei due corni (si, proprio in mezzo al Corno Grande e Corno Piccolo). Una volta qui, ci si dirige a sinistra, incamminandosi sul ghiaione che riporta la traccia che ci condurrà finalmente alla conca del ghiacciaio, dove potremo ammirare i ghiacci perenni, incoronati dalle cime rocciose che si fondono con le nuvole.

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– MONTE AMARO –

La top-ten si conclude con uno dei percorsi più impegnativi, da qualunque punto si decida di percorrerlo: la salita verso il Monte Amaro.

Il sentiero che preferisco io è quello che ha inizio presso la “Rava del Ferro”, all’interno della Riserva Naturale del Bosco di Lama Bianca, nei pressi di Sant’Eufemia a Majella (PE). La camminata inizia subito con un salita molto ripida e faticosa, resa ancora più difficoltosa dalla ghiaie mobili su cui necessariamente bisogna camminare. Va percorso l’intero canale fino a raggiungere una valle pianeggiante, anch’essa da percorrere per intero, e alla fine della stessa ci si tiene sulla destra, continuando la salita fino ad intravedere la cima del Monte Amaro, riconoscibile anche grazie al bivacco Pelino, il cui colore rosso acceso spicca tra il bianco delle rocce calcaree. Ancora un pò di fatica e finalmente si conquista la cima, attraversando campi che d’estate si riempiono di fiori di Stella alpina appenninica (altamente protetta, non coglietela per favore!).

 

Il dislivello, sia in salita che in discesa è di circa 1300 metri e il cammino richiede all’incirca 8 ore complessive. Ma una volta raggiunto il bivacco Pelino (all’interno del quale è tralaltro possibile pernottare) e alla vista di un tale panorama, vi assicuro che tutta la fatica svanirà nel nulla.

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Per quanto riguarda i percorsi più impegnativi, in special modo per chi non pratica trekking abitualmente, vi ricordo e raccomando di accertarvi sempre in anticipo sulle condizioni meteo, indossare sempre abbigliamento adeguato; anche in pieno agosto infatti, sulle cime le temperature possono essere molto basse. E soprattutto…LE SCARPE! Indossate sempre calzature adatte alla montagna. Infine, ma non meno importante, assicuratevi di avere sempre abbastanza acqua con voi, perchè non sempre si trovano fonti di acqua potabile, soprattutto sulle cime.

Detto questo, buona camminata a tutti! 😊

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