Santo Stefano di Sessanio (Aq): storia, cucina e natura

Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, sorge un borgo rimasto intatto nel tempo, fatto di tante stradine e innumerevoli case di bianchissima pietra calcarea, fortificate o costruite su più piani, e denominate “case torri”.

Il suo nome è Santo Stefano di Sessanio, il cui nome ha origine probabilmente da Sextantio, un piccolo insediamento romano situato nei pressi dell’attuale borgo.

Oggi è come un piccolo presepe, uno dei fiori all’occhiello d’Abruzzo, circondato da una natura incontaminata e dal silenzio.

Da vedere a Santo Stefano di Sessanio

Costruito sulla cima di un colle a 1251 metri di quota, Santo Stefano di Sessanio è considerato tra i borghi più belli non solo d’Abruzzo, ma dell’intera Italia, per il suo stile architettonico risalente all’epoca medievale e tutt’oggi perfettamente integro.

A dominare sull’intero borgo, ha sempre spiccato la bellissima Torre Medicea, costruita con forma cilindrica e così chiamata in onore della ricchissima famiglia fiorentina de’ Medici.

A causa del terremoto avvenuto nel 2009, la Torre è crollata insieme a molti edifici, ma è al momento in fase di ricostruzione e si spera torni presto a dominare dall’alto il meraviglioso borgo.

In pochi sanno che nel XVI secolo, Santo Stefano di Sessanio fu il centro più importante dell’intera Europa per quanto riguarda la produzione di lana. Nel 1579 Francesco I de’ Medici Granduca di Toscana prese il controllo del borgo, spinto dall’interesse di controllarne la produzione della pregiatissima “lana carfagna”, una lana nera prevalentemente usata per realizzare le uniformi dei militari e gli abiti degli ordini religiosi. Decine di migliaia di pecore producevano la varietà scura, che veniva lavorata a Firenze per poi essere esportata nei mercati più importanti d’Europa.

Un borgo ormai frequentatissimo dai turisti, soprattutto in estate, periodo in cui si fa a gara per riuscire a trovare un parcheggio e perdersi nei vicoli del paese, tra i quali fermarsi ad assaggiare prodotti tipici, visitare le piccole botteghe degli artigiani, o accomodarsi in una delle caratteristiche tisanerie. Un piccolo paesino che non si è mai arreso, neanche di fronte al terremoto del 2009.

Dritte su Santo Stefano di Sessanio

Per gli amanti del trekking e della natura, da Santo Stefano di Sessanio è possibile accedere a Campo Imperatore, l’altopiano più vasto dell’Appennino, di origine glaciale e situato a 1800 metri nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E’ possibile dirigersi verso l’altopiano in auto, ma anche organizzando escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta, attraversando uno scenario naturalistico di rara bellezza e che vi lascerà senza fiato.

 

Dove alloggiare a Santo Stefano di Sessanio

Oltre alle strutture facenti parte dell’ “Albergo diffuso Sextantio” è possibile trovarne anche altre completamente indipendenti. Solamente per citarne alcune:

Residence Belvedere www.residencebelvedere.eu

Residence Villa Valsi www.residencevillavalsi.com

Residence e Locanda Il Palazzo www.residenceilpalazzo.it

La Locanda sul Lago Ristorante B&B www.lalocandasullago.it

Da provare a Santo Stefano di Sessanio

I piatti della tradizione contadina sono i protagonisti indiscussi della tavola di Santo Stefano.

La zuppa di lenticchie è sicuramente il piatto caratteristico del paese, servita insieme a quadratini di pane fritto in olio di oliva; questa la versione classica, alla quale si accompagnano anche numerose varianti: con patate, con salsicce, o abbinata a diversi formati di pasta fatta in casa.

Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, sono una varietà autoctona tutelata da un Presidio Slow Food, poiché rare e ormai piuttosto difficili da reperire. Si tratta infatti di una varietà completamente biologica, che viene coltivata solamente negli aridi terreni montani al di sopra dei 1000 metri di quota.

Da questo tipo di coltivazione ne risulta una lenticchia piccola, scura e dal colore molto intendo, ricchissima di ferro e talmente tenera da non richiedere “ammollo” prima di essere cucinata.

La cucina locale offre anche ottime carni, come quella di pecora con cui si preparano i famosissimi arrosticini, o quella di agnello, che vengono allevati nell’altopiano di Campo Imperatore.

Non mancano inoltre tartufi, legumi, formaggi e miele di alta qualità e prodotti sul posto.

Come arrivare a Santo Stefano di Sessanio

Da Nord: dall’autostrada A14 si prosegue in direzione Ancona, uscita Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’ Angelo, e si prosegue ancora in direzione L’Aquila. Si imbocca l’autostrada A24, uscendo a L’Aquila Est, proseguendo lungo la SS17 in direzione di Pescara. Infine svoltare in direzione di Santo Stefano di Sessanio.

Da Sud: dall’autostrada A14 si prosegue in direzione Pescara, continuando in direzione Roma, e prendendo l’autostrada A25, uscendo infine a Bussi/Popoli. Da qui seguire le indicazioni per L’Aquila, continuando sulla SS5 e poi sulla SS153 in direzione Navelli, prendere la SS17 in direzione L’Aquila e proseguire seguendo indicazioni per Santo Stefano di Sessanio.

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