Sicilia on the road

Ogni tanto mi capita di sfogliare gli album delle infinite fotografie scattate durante i miei viaggi, e in un modo o nell’altro sono sempre quelle scattate in Sicilia a farmi tornare sempre il magone.

 

Un’auto, uno zaino e tanta voglia di esplorare quell’isola unica al mondo era tutto ciò che avevo quando ho iniziato quel viaggio on the road tra i più belli di sempre. E un luogo così eccezionale non può non essere raccontato. Pur essendo una piccola isola, la Sicilia è allo stesso tempo la regione italiana fuori dall’ordinario, in grado di offrire contemporaneamente infinite sfumature, profumi, colori, panorami, storia e cultura. Un luogo che accellera i battiti del cuore, con i suoi contrasti fortissimi, tra auto di lusso che sfrecciano accanto a carri trainati da cavalli, aspetti umani variegati, angoli silenziosi che si riempiono di voci intese nel giro di pochi secondi, ricchezza e povertà, lavoro e divertimento, natura e città in perfetto equilibrio fra loro. Un’isola umile ma sfarzosa, che confonde l’anima e la vista, tra sorrisi e diffidenza, d’estate e d’inverno, perchè tanta bellezza non ha tempo, ne stagioni, per strappare mille sospiri.

Sono sempre stato affascinato dai viaggi on the road. Prendere un’auto e visitare un luogo zaino in spalla, senza mete prestabilite. E la Sicilia è uno dei posti che meglio si presta a questo tipo di esperienza.

La sveglia all’alba, il freddo, il vento, ma anche il caldo, il sole e il mare. Per tutti questi motivi ho preparato una lista delle migliori tappe del mio viaggio in the road in Sicilia:

1. CATANIA

Fiore all’occhiello della costa orientale della Sicilia, alle pendici dell’Etna, Catania è una città ricchissima di arte e storia, basta dare un’occhiata al centro storico barocco (tralaltro patrimonio dell’Umanità UNESCO) per innamorarsene all’istante.

Il tempo si ferma in Piazza Duomo, il luogo perfetto in cui sedersi al tavolino di un bar e ammirare le forme barocche della Cattedrale di Sant’Agata e degli edifici circostanti, la Fontana dell’Elefante e quella dell’Amenano. Il tutto gustando una VERA granita (alla mandorla, la mia preferita) con la brioscia calda. E guai a chiamarla brioche!!!

Una passeggiata lungo la via Etnea, che si fa spazio nel cuore della città, ammirando la cima fumante dell’Etna che spunta tra gli edifici, passando poi per Piazza Stesicoro, comprare un cannolo nella pasticceria Savia e gustarlo dall’altro lato della strada, seduti sulla scalinata dei giardini di Villa Bellini.

A pochi passi di Piazza Duomo una vera meraviglia rimasta preservata nei millenni: le rovine dell’anfiteatro romano risalente al 300 a.C.

Da non perdere per nessun motivo il suggestivo mercato del pesce tra Piazza Alonzo e Piazza Pardo, in particolar modo nelle primissime ore del mattino, mentre i pescatori si affrettano ad allestire i banconi con il pescato della notte precedente, tra cui imponenti tonni, pesci spada e chi più ne ha più ne metta. Un lugo magico, in realtà, praticamente 24 ore al giorno: infatti a tarda sera i banconi del pesce vengono rimpiazzati dai tavoli dei ristoranti che circondano la zona. Il mio preferito? Osteria Antica Marina, senza ombra di dubbio.

2. PARCO DELL’ETNA

Se non sei mai stato sull’Etna, non sei mai stato in Sicilia.

Simbolo indiscusso della regione, il complesso vulcanico è diventato un monumento nazionale. E difatti rappresenta una delle principali attrazioni turistiche, per i panorami che offe, ma anche innumerevoli sentieri che si snodano sulle pendici, fino a raggiungere (rigorosamente accompagnati da una guida esperta) sull’orlo dei crateri vulcanici, attraversando paesaggi lunari e deserti lavici.

3. TAORMINA

Se siete abbastanza fortunati da trovare un parcheggio, Taormina è un magnifico cocktail di vita e colori.

Le strade brulicano di turisti impazziti da tanta bellezza. I negozietti di souvenir artigianali sono ovunque. Senza dubbio uno dei punti nevralgici del turismo, la città ospita una delle attrazioni più imperdibili dell’isola: il teatro greco-romano antico di Taormina, una struttura scavata nella roccia con uno sfondo ineguagliabile: l’Etna in tutta la sua maestosità, le cui pendici si riflettono sulle acque del mar Ionio.

4. ISOLE EOLIE

Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Alicudi e Filicudi compongono il micro-arcipelago Eoliano. Prendere il traghetto dal porto di Milazzo è probabilmente il modo più rapido per raggiungere le isole in poche ore di navigazione.

Vulcano, a mio parere la più suggestiva, offre la possibilità di osservare in tutta la sua bellezza il cratere del vulcanico, tramite sentieri ben battuti lungo i quali si apprezzano paesaggi davvero surreali. Una volta raggiunta la cima, vi rimarrà impressa per sempre nella memoria l’immensa bocca vulcanica, le gialle distese di zolfo e le fumarole, ovvero delle fuoriuscite di vapore dal terreno, che testimoniano la vitalità del sistema vulcanico.

 

 

( Guarda il video su Instagram: Le fumarole di Vulcano )

Al rientro dall’escursione, cosa c’è di meglio di un bagno nei caldi fanghi vulcanici dovuti all’attività sulfurea in prossimità del porto?

Un consiglio: usate un costume vecchio, l’odore sulfureo non andrà più via. MAI PIU’.

E cosa dire poi di Stromboli? L’isola più tranquilla e selvaggia, ma anche la più inquieta, a causa della ininterrotta attività eruttiva, 365 giorni l’anno. Miracolosamente, i turisti possono quotidianamente usufruire delle numerose guide escursionistiche per raggiungere la cima dell’isola. Il percorso non è tra i più semplici, bisogna svincolarsi fra cespugli incolti e terreno instabile, desolate distese laviche ed infine arrampicarsi sulle rocce, miste a cenere e sabbia nerissima. La ricompensa è quella di assistere ad un autentico spettacolo della natura: le fontane di lava. Un’esperienza pazzesca, difficile da spiegare a parole. Le persone del posto dicono di prepararsi perchè è molto più travolgente di quanto si possa lontanamente immaginare. Quello a cui è concesso assistere ripaga la fatica del raggiungimento della cima. L’escursione si svolge nel tardo pomeriggio, in modo da poter essere immersi nel buio totale, nel quale risaltano gli zamplilli di lava. Una volta in cima, le uniche luci visibili sono quelle della via Lattea che sovrasta il cielo, e quelle delle bocche fumanti del vulcano. Ti siedi lì, per terra, stremato, e aspetti di vedere “qualcosa” ma ancora non sa bene cosa. Senza alcun preavviso un tuono, un suono del tutto simile all’esplosione di una bomba a pochissimi metri da te ti fa letteralmente sobbalzare. L’aria si sposta, la terra trema sotto i piedi, l’onda d’urto è potentissima ed attraversa tutto quello che incontra. Ti attraversa la gola, la testa, un boato assordante che avverti dentro il petto. Giusto il tempo di capire cosa stia accadendo, e davanti ai tuoi occhi vedi comparire una fontana di lava alta decine di metri, roccia fusa e infuocata che viene spinta in aria in un attimo. Tutto il fumo invisibile nel buio precedente all’esplosione si illumina degli stessi colori della lava. La cenere ancora calda ti sfiora il viso, e i frammenti di lava rovente precipitano intorno alla bocca del cratere, spegnendosi lentamente ad uno ad uno. Presto tutto viene travolto nuovamente dal buio, mentre ancora avverti quel boato dentro il petto, e ti accorgi che ti fischiano le orecchie. Non sai com’è realmente finche non lo vivi di persona, e ti accorgi di quanto siamo piccoli su questa Terra.

Ma per chi invece vuole starsene più tranquillo, i vari centri abitati dell’isola (Ginostra e San Vincenzo sono i principali) offrono ristoranti, negozietti, viuzze tortuose e case imbiancate a cui fanno contrasto gli innumerevoli fiori che spuntano da ogni angolo.E le spiagge regalano una esperienza indimenticabile: allungatevi sulla nerissima sabbia vulcanica e lasciatevi travolgere dalle onde spumeggianti del mare.

( Guarda il video su Instagram: La sabbia nera di Stromboli )

 

5. GOLE DELL’ALCANTARA

Prendono il nome dal fiume che le ha generate, il fiume Alcantara.

Un canyon naturale mozzafiato, scavato dal corso d’acqua durante i millenni passati. Un paesaggio mistico la cui più grande particolarità è l’aspetto a scalini, una formazione geologica chiamata basalto colonnare, causato dal raffreddamento delle colate laviche, creado delle fratture esagonali che rendono le gole una vera e propria opera d’arte della natura.

6. PIAZZA ARMERINA

Questo piccolo centro abitato in provincia di Enna, è il luogo potete visitare le rovine della Villa Romana del Casale, un antico palazzo romano, capolavoro dell’archietettura, la quintessenza dell’arte del mosaico, tramite la quale sono descritte scene di caccia, ma anche di vita quotidiana.

 

 

7. FARAGLIONI DI ACITREZZA

Noti anche come le Isole Ciclopi, sono state scelte in passato come l’ambientazione perfetta per numerose storie e leggende.

Tra queste, la leggenda delle Isole Ciclopi narrata nell’Odissea. Ulisse, dopo aver accecato il Ciclope Polifemo (che rappresenterebbe la personificazione dell’Etna, il cui cratere corrisponde all’occhio del Ciclope) fu costretto ad una rapida fuga per evitare di essere vittima della sua ira. Polifemo scaglioò con tutta la sua ira degli immensi massi rocciosi (i faraglioni) nel tentativo di colpire ed uccidere Ulisse, prima che potesse raggiungere il mare e dunque salvarsi.

Il lungomare di Acitrezza è il punto migliore per osservare questa meraviglia della natura, pinnacoli basaltici immersi nel blu del mare che si estende a perdita d’occhio.

Può sembrare un sogno, ma è assolutamente reale.

8. CEFALU’

Uno dei borghi gioiello di rara bellezza, questo piccolo centro è posizionato alle pendici di un promontorio roccioso. Obbligatoria una passeggiata tra i vicoli arcobaleno del paese, attraversare la bellissima Porta Pescara, un arco con viata sul mare e con ingresso diretto sulla spiaggia. Impossibile non imbattersi nel Duomo, o Cattedrale della Trasfigurazione. Sedersi ai tavolini del bar Duomo sorseggiando una VERA spremuta di arance siciliane, è il modo migliore per ammirarlo in tutta la sua bellezza.

9. SIRACUSA

Se siete amanti dell’architettura, Siracusa non vi deluderà.

Innumerevoli opere, antiche e recenti, sono posizionate un pò ovunque in questa magica città, sviluppata in parte sull’isola di Ortigia. Il Duomo di Siracusa (nato in realtà come tempio greco dedicato alla dea Atena) e la bianchissima piazza, offrono lo scorcio più bello in assoluto. E non mancano di certo altre attrazioni di grande valore. Innumerevoli aree storiche e naturali, ma anche paesaggistiche, in cui fare una sosta e concedersi un pò di relax. La penisola della Maddalena, a sud di Siracusa, custodisce uno dei luoghi forse meno conosciuti dalle masse di turisti, ma di una bellezza imbarazzante: Punta Mola, chiamata anche Pillirina, un’area marina protetta, selvaggia e incontaminata, immersa nelle acque cristalline del mare.

10. NOTO

Non c’è bisogno di spiegare perchè venga definita la capitale del Barocco. Se proprio volete saperlo, date un’occhiata al centro storico del paese e vi sarà tutto più chiaro. Il simbolo della città è sicuramente la Cattedrale di Noto, una imponente costruzione dall’inconfondibile stile barocco, che se ne sta lì, a dominare il centro storico del paese.

 

 

Perdetevi negli innumerevoli vicoletti, vi sarà impossibile non imbattervi in strutture architettoniche suggestive, davvero dietro ogni angolo. Se siete così fortunati da essere a Noto durante la terza domenica di Maggio di ogni anno, non perdetevi per nessun motivo lo spettacolo dell’Infiorata di Noto, uno degli eventi più attesi di tutta la Sicilia, durante il quale vengono realizzati enormi quadri con il solo utilizzo di petali di fiori. L?impatto visovo è fortissimo, una esplosione di colori che risaltra tra le vie della città.

11. RISERVA DI VENDICARI

A pochi chilometri da Noto, la riserva di Vendicari sembra un’opera di Van Gogh, composta da una serie di pennellate che dipengono un’oasi paradisiaca della costa orientale.

Paesaggi unici, una fitta vegetazione che lascia spazio ad infinite spiagge dorate e mare limpidissimo.

Una meta scelta anche da innumerevoli specie migratorie come i fenicotteri, che decidono di sostare esclusivamente in questa area. Una delle spiagge più incontaminate è senza dubbio quella di Calamosche, non semplicissima da raggiungere ma ne vale davvero la pena. Il sentiero è un pò tortuoso, dunque meglio armarsi di un paio di scarpe…dopo pochi minuti sarete completamente ripagati della fatica e vi ritroverete immersi in un angolo di macchia mediterranea senza pari.

12. MARZAMEMI

Un amore a prima vista. Nato come un piccolo porticciolo, questo piccolo borgo sboccia a circa 20 km da Noto e un paio di chilometri da Pachino.

Come si può non rimanere a bocca aperta di fronte a questa piccola frazione? Un mix pefetto di piccole costruzioni in pietra alle quali contrastano verdissime piante di fichi d’india, i colori pastello dei portoni e delle insegne dei locali e l’azzurro intenso del mare.

Per quanto minuscola, Marzamemi va vissuta con tutta la calma possibile, cercando di coglierne ogni minimo dettaglio, che non ritroverete in nessun altro posto del mondo. Fermatevi in piazza Regina Margherita e sedetevi su una panchina a godervi questo spettacolo. I vostri occhi saranno rapiti dai tavolini e le sedie arcobaleno della Taverna la Cialoma, che catturerà anche il vostro palato, nel caso decidiate di fermarvi a mangiare un boccone.

Consigliatissimo prenotare con anticipo, trovare un tavolo libero (in particolare in alta stagione) è a dir poco impossibile. Il locale ha anche una terrazza vista mare non visibile dalla piazza; se decidete di fermarvi a cena, chiedete se è disponibile un tavolo vista mare, non ve ne pentirete.

13. LAGHETTI DI CAVAGRANDE

Un’altra delle riserve naturali di indiscutibile fascino è quella di Cavagrande del Cassibile.

Un sistema di gole scavate nella roccia dal fiume, un luogo in cui si alternano corsi d’acqua, piccole cascate e laghetti naturali verde smeraldo in cui è consentito (io direi piuttosto obbligatorio) tuffarsi e nuotare per rinfrescarsi dall’afa e dalla camminata; eh già, per raggiungere i laghetti nel fondo della valle è necessario armarsi di buone scarpe e sudare un pò, soprattutto sulla via del ritorno, quando vi toccherà percorrere l’intero sentiero in salita.

14. RAGUSA IBLA

Come gran parte delle città siciliane, anche Ragusa è la testimonianza dello stile barocco nella sua massima espressione. I calcari scolpiti a formare statue, colonne e capitelli e ogni tipo possibile e immaginabile di decorazione, invadono in particolar modo il centro storico, dominato dal maestoso Duomo di San Giorgio, tra le principali attrazioni turistiche. Incastonata su una piccola collina, un insieme di case addossate fra loro, tra le quali ci si muove tra stradine strettissime e scalinate, Ragusa Ibla è un piccolo presepe da esplorare il più possibile.

15. SCICLI

Prima ancora di entrare nel cuore del paese, ci si accorge immediatamente di trovarsi di fronte all’ennesimo capolavoro dell’architettura siciliana.

Costruito fra dirupi calcarei e cespugli di fichi d’india, un gioiello di rara bellezza nel cuore dei monti Iblei.

 

16. CALTAGIRONE

La città delle ceramiche siciliane per eccellenza, ed è difficilissimo non comprare almeno un souvenir prima di andar via. Le strade sono un elegantissimo mix di edifici in stile liberty e barocco, tra cui sorge uno dei simboli principali della città, ovvero la scalinata di Santa Maria del Monte.

142 scalini ognuno dei quali è stato decorato con decine di mattonelle in ceramica, con differenti temi e colori gradino per gradino.

17. SCALA DEI TURCHI

Nel comune di Realmonte, in provincia di Agrigento, la natura si è davvero sbizarrita, dando origine a una parete rocciosa a gradoni, bianca come il latte, che affiora dalle acque turchesi del mare. E’ la Scala dei Turchi, così chiamata a causa delle invasioni dei pirati turchi avvenute in passato.

Questo luogo è davvero un’icona, ve ne renderete conto proprio arramipcandovi sulle candide pareti, ammirando il panorama circostante che vi spezzerà il fiato, garantito al 100%. Muovendosi con cautela, è possibile anche sopstarsi sulle spiagge sabbiose che circondano la falesia. Occhio a non sostare proprio al di sotto delle pareti più verticali, meglio evitare di ricevere in testa un pezzo di roccia.

18. AGRIGENTO E LA VALLE DEI TEMPLI

Chi ha il coraggio di andare in Sicilia senza visitare i templi, le necropoli, tombe, santuari, statue, reperti di ogni genere, nella’area archeologica tra le più famose al mondo? Si, avete già capito. La Valle dei Templi. In una frazione di secondo ci si trova catapultati indietro nel tempo, percorrendo un’area storica impressionante. Uno di quei posti dove è d’obbligo andare almeno una volta nella vita.

19. CRETTO DI BURRI

La città vecchia di Gibellina, in provincia di Trapani, fu rasa al suolo da un terribile terremoto nel 1968. Nulla rimase integro di quella città, solamente un cumulo di macerie che lasciarono molte famiglie senza un tetto sulla testa.

Per non dimenticare il terribile evento e la città che ne fu travolta, un artista di nome Alberto Burri decise di progettare un imponente monumento che intrappolasse per sempre i detriti utilizzando una enorme colata di cemento. Il risultato è quello che oggi viene chiamato il Cretto di Burri, che osservato dall’alto appare come una serie di fratture nel cemento, ognuna delle quali segue esattamente i vicoli e le vie della città dustrutta, e attraverso le quali è consentito camminare liberamente.

20. PALERMO

Renzo Barbera disse: “Il sesto giorno, Iddio, compì la sua opera e lieto d’aver creato tanto bello, prese la terra tra le mani e la baciò. Là, dove lui posò le labbra, è la Sicilia”.

E in particolare, secondo me, gran parte di quel bacio lo ha ricevuto Palermo.

Una storia plurimillenaria e multiculturale, che ha ospitato in passato civiltà di ogni genere, come testimonia l’inestimabile patrimonio artistico della città.

La cattedrale di Palermo, il Teatro Massimo e il teatro Politeama, piazza San Domenico e Piazza Pretoria, solo solo alcuni dei luoghi di ineguagliabile bellezza. Una passeggiata in via Maqueda tra colori e profumi di spezie a agrumi, accompagnati dal caratteristico suono in sottofondo delle melodie tipicamente siciliane degli artisti di strada del posto, in grado di creare l’atmosfera ancora più magica.

Palermo è una città senza mezze misure. O la ami o la odi. Spesso viene descritta come sporca, caotica e invivibile. Io credo invece che vada vissuta senza limiti, come un bimbo che si sporca le mani in giardino; sicuramente tornerà a casa con le mani sporche, ma con un sorriso che non andrà più via.

 

E le stesse considerazioni valgono in realtà per l’intera Sicilia, quella che ho visto con i miei occhi e quella che ancora non ho visto, ma che spero di scoprire il prima possibile.

Perchè la Sicilia è un luogo che ti graffia l’anima per sempre, un grido che ogni tanto tornerai a sentire. Una dipendenza dalla quale non potrai, anzi, non vorrai liberarti.

Mai più.

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