Una giornata al Lago di Pilato

Praticamente irragiungibile durante il periodo invernale, il lago di Pilato, un laghetto d’alta quota intrappolato tra le cime dell’Appennino marchigiano, è una delle mete a cui non riesco a dire no, non appena le condizioni meteo lo rendano finalmente accessibile.

La storia narra che Ponzio Pilato, prima di morire, chiese un ultimo desiderio a Tiberio, cioè quello di essere sistemato, dopo il decesso, su di un carro trainato da due tori, e di essere trascinato senza meta predefinita. E i due tori giunsero al bordo di questo lago, all’interno del quale si gettarono, insieme al carro e al corpo di Pilato.

Da qui, l’origine dell’attuale nome, cioè Lago di Pilato.

Anche negli ultimi secoli, c’è sempre stato un alone di mistero attorno a questo luogo, si pensava addirittura fosse il posto presso il quale si recasse chi fosse dedito al dialogo con il diavolo, il quale in seguito ad ogni visita scatenasse una tempesta in grado di distruggere i frutti e i raccolti degli abitanti delle aree circostanti. Fu addirittura vietato per lungo tempo a chiunque di recarvisi, e non poche persone furono scoperte lungo il sentiero e bruciate vive o fatte a pezzi e gettate nel lago, con l’intento di scoraggiare chiunque.

Bene, credo di avervi angosciato abbastanza, vero?!

Ma ora voglio tranquillizarvi un pò, e raccontarvi che meraviglia sia, in realtà, questo smeraldo incastonato tra le cime marchigiane, più precisamente nei pressi del Monte Vettore, nel Parco dei Monti Sibillini.

La particolarità di questo specchio d’acqua naturale è proprio la sua posizione, poichè non si trova ai piedi della montagna, bensì in una piccola valle glaciale ad alta quota, a 1941 m s.l.m., circondata da spettacolari pareti calcaree che lo rendono ancora più suggestivo.

L’abbraccio della montagna fa sì che la neve che si accumula durante l’inverno ricopra il lago durante tutto l’inverno e  per gran parte della stagione primaverile, e non è raro che alcune lingue di neve resistano anche fino ai mesi più caldi.

Proprio per la sua posizione, il lago è raggiungibile esclusivamente a piedi, scarpe da trekking e zaino in spalla.

Il percorso più utilizzato è sicuramente quello che parte dal valico di Forca di Presta. Per raggiungere il percorso, partendo da Ascoli Piceno, bisogna muoversi in direzione Acquasanta Terme, successivamente Arquata del Tronto, proseguire verso il centro di Pretare.

Da Pretare, proseguire sulla SP89 e dopo circa 6 km girare a sinistra, verso il punto di arrivo, Forca di Presta.

La ripida salita per raggiungere la cime del Monte Vettore da Forca di Presta

Questo è il percorso più rapido, 2 ore per chi ha un buon passo, e si muove sul fianco del Monte Vettore fino a raggiungerne la cresta, per poi scendere verso il lago di Pilato su un sentiero poco battutto e, secondo me, un pò pericoloso in alcuni tratti, soprattutto per chi soffre di vertigini. Quindi meglio prestare sempre la massima attenzione, e indossare sempre le calzature adatte.

La vista mozzafiato una volta arrivati in cresta nei pressi del rifugio, da cui si ammirano Punta di Prato Pulito (2373m), Cima del Lago (2422m), Cima del Redentore (2448m) e Pizzo del Diavolo (2410m)
I laghetti iniziano ad essere visibili poco dopo aver iniziato il sentiero che dal rifugio scende verso gli specchi d’acqua.

Esiste però anche un altro sentiero, sicuramente più lungo e impegnativo, ma anche molto panoramico.

Per chi come me parte dall’Abruzzo, basta immettersi sull’autostrada Adriatica e prendere l’uscita S. Benedetto – Ascoli Piceno, procedere in direzione Ascoli Piceno, e continuare sulla tangenziale sud, fino a raggiungere il piccolo centro di Foce di Montemonaco.

Una volta a destinazione, non si può fare altro che parcheggiare la macchina, indossare lo zaino e incamminarsi verso il lago. Lungo il sentiero non ci sono punti di abbeveraggio, quindi meglio portare con se una sufficiente quantità di acqua.

Non si può sbagliare direzione, seppur il sentiero non sia sempre ben segnalato, ma è comunque sempre abbastanza battuto. La camminata da Foce di Montemonaco non è brevissima, sono circa 8 km ( tra andata e ritorno); durante il primo paio d’ore si percorrono vasti prati a cielo aperto, per poi giungere in un sentiero a zig-zag brecciato, nel bosco e abbastanza ripido, che consiglio di percorrere con calma.

Una volta superato questo tratto del sentiero, probabilmente il più faticoso, ci si rimette in cammino fuori dal boschetto, iniziando già ad intravedere un panorama eccezionale.

 

Il panorama che è possibile ammirare lungo il sentiero che da Foce di Montemonaco porta ai laghetti.

Il cammino proseguirà ancora per 1 ora e mezza / due ore, per chi ha un buon passo, un pò di più per chi non è molto allenato.

La salita è costante e nell’ultimo tratto si può davvero accusare la stanchezza, ma la vista a cui assisterete all’arrivo è la migliore delle ricompense.

 

 

Nonostante le inquietanti storie su questo lago, sembra davvero di essere ad un passo dal cielo. Le acque verde smeraldo del lago, circondate dalle immense cime rocciose, vi toglieranno quel poco fiato rimasto nei polmoni dopo il lungo percorso. Le imponenti cime calcaree si riflettono nelle acque limpidissime del lago, che possono cambiare colore al variare della luce del sole. Non c’è nulla di meglio di una camminata sulle sponde del lago, dentro le quali, facendo molta attenzione, è tralaltro possibile vedere dei piccoli organismi color arancio acceso che nuotano lentamente. Si tratta di un piccolo gamberetto endemico del lago Pilato, il cui nome scientifico è Chirocephalus marchesonii. Trattandosi di una specie protetta ed estremamente a rischio, è fortemente richiesto di rispettare il più possibile il delicatissimo equilibrio del lago, evitando di sporcare e lasciare immondizia. Per gli stessi motivi è assolutamente vietato tuffarsi nello specchio d’acqua (peraltro gelida), pena una multa salatissima.

Questo luogo incontaminato è la meta perfetta per chi ama le escursioni a piedi, ma è adatta anche ai principianti che non si pentiranno di questa esperienza. Le pennellate di ogni possibile sfumatura di verde del lago e della vegetazione, in contrasto con l’azzurro intenso del cielo, vi resteranno per sempre nel cuore.

( Guarda il video su Instagram: L’acqua del Lago di Pilato )

( Guarda il video su Instagram: Timelapse sul Lago di Pilato 1 )

( Guarda il video su Instagram: Timelapse sul Lago di Pilato 2 )

Tirate fuori gli scarponi e buona escursione!

2 Comments

  • ATHENA

    Complimenti per questi splendidi diari di viaggio e per questi utili consigli che metti a disposizione di lettori e di lettrici 🙂 tra le righe traspare, cosí chiaramente tanto quanto quell’acqua cristallina che desccrivi suggestivamente in diversi racconti, la passione per il viaggio con una nota estremamente appassionante e contagiosa 🙂 grazie👏🌏👣👀⛵🦋

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